giovedì 26 dicembre 2013

Sulle piazze vuote


 dall'Agorà alla piazza contemporanea


Piazza del Liberty, Milano, 2013
Un interessante tema sul quale è necessario fornire un approfondimento è il tema della piazza. Partendo dal presupposto che la piazza come agorà nasce come luogo di incontro, luogo di vita politica e sociale già dall'antica società greca. Superfluo ricordare come l'agorà fosse al tempo il luogo più importante della città, il luogo dove si svolgeva la vita della città, quel luogo era l'essenza della città.


Ultimamente, frequentando luoghi e analizzando nuove sistemazioni di piazze urbane ho notato una particolare attenzione nella loro progettazione. Una comune particolarità riguarda il fatto di lasciare parecchio spazio vuoto all'interno della città, quasi come se si volesse dare aria, quasi come si volesse creare uno spazio, come nell'antica agorà dove i grattacieli e gli edifici monumentali hanno la funzione di quinte per il palcoscenico teatrale della vita cittadina.


Le piazze vengono lasciate vuote, all'interno di esse è presente solo la vita cittadina, differentemente da progettazioni che possiamo associare al periodo rinascimentale, le nuove piazze urbane spesso non vengono dotate di elemento centrale, quale esso possa essere una fontana o un obelisco o anche un monumento. La nuova progettazione non prevede simile elemento catalizzatore, la piazza viene lasciata vuota, un enorme spazio al servizio della cittadinanza e non solo, un enorme spazio vuoto che spesso viene utilizzato solamente come punto di passaggio all'interno di una città troppo frequentemente interessata al proprio mondo virtuale rispetto a quello che potrebbe essere visto come un nuovo mondo sociale.

mercoledì 11 dicembre 2013

Il cubo di Aldo Rossi


Cimitero di San Cataldo
Modena 1971-76
 

Vista del cubo
Il cubo di Aldo Rossi può sembrare una casa abbandonata, un edificio a forma di cubo completamente cavo all'interno. La forma è  molto regolare, con la scansione delle finestrelle e i quattro lati completamente uguali. Vi si può entrare da ogni lato e da ogni punto. All'interno di esso si trovano gli ossari del cimitero, tutti regolarmente depositati in piccole celle quadrate, numerate e una di fianco all'altra. Una casa non abitata, o meglio abitata dalle ossa dei defunti, una casa imponente, tant'è che risulta essere la parte più interessante e particolare dell'intero complesso.


vignetta satirica, Adolf Loos
A vederla da uno dei blocchi laterali del cimitero può ricordare un'immagine, la famosa vignetta rappresentante Adolf Loos, nel quale l'architetto si interrogava sull'ombra lasciata da un tombino sull'asfalto. Lo spazio di Aldo Rossi è composto da elementi base, il cubo, il triangolo, le figure che sono la matrice della geometria più elementare vengono utilizzate e diventano magistralmente archetipi e punti fondamentali della sua architettura. Questo utilizzo degli elementi è parte insostituibile di quello che più comunemente viene denominato "citazionismo postmoderno" e funge da costante in ogni suo disegno architettonico.


il cubo visto dall'alto
Di notevole impatto anche la luce, soprattutto in relazione con la geometria delle forme, nell'imponente colonnato dell'ingresso scandisce la presenza delle colonne, come se fosse parte integrante dell'architettura. Il vuoto, lo spazio lasciato tra un elemento e l'altro è indispensabile condizione per la realizzazione dell'opera. La luce diventa sostanza, dove passa la luce crea l'ombra che fornisce essenza allo spazio. 
 

Un luogo etereo, nel quale si può sentire la pace della vita e della morte, la pace dell'architettura nel suo gesto più sacro che è quello del custodire l'anima dell'uomo.





il servizio fotografico: